Formazione · Glossario
Glossario finanziario
28 voci dei mercati spiegate senza gergo, da leggere quando ti serve, non da studiare tutte insieme.
- BCE (Banca centrale europea)
- La Banca Centrale Europea è l'istituzione che governa l'euro. Decide i tassi d'interesse ufficiali dell'area euro e vigila sulla stabilità dei prezzi, con l'obiettivo di tenere l'inflazione vicino al 2%. Le sue riunioni sono tra gli appuntamenti più seguiti dai mercati, perché ogni decisione si propaga a mutui, prestiti e rendimenti delle obbligazioni.
- Benchmark
- Un benchmark è un parametro di riferimento con cui si confronta qualcos'altro. Sui mercati un indice come il FTSE MIB fa da benchmark per la Borsa italiana, e il Bund tedesco per i titoli di Stato dell'area euro. Serve a rispondere a una domanda semplice: rispetto al riferimento, sta andando meglio o peggio?
- Bene rifugio (safe haven)
- Un bene rifugio è un asset verso cui gli investitori si spostano nei momenti di paura, perché ci si aspetta che tenga il valore quando il resto scende. L'oro è l'esempio classico, insieme a valute come il franco svizzero e ai titoli di Stato più solidi. È una reputazione, non una garanzia: anche i beni rifugio possono perdere terreno.
- Cambio di riferimento BCE
- Ogni giorno lavorativo la BCE pubblica i tassi di cambio di riferimento delle principali valute contro l'euro, rilevati nel primo pomeriggio e diffusi verso le 16. È uno standard neutrale usato per contratti, bilanci e statistiche. Non è una quotazione in tempo reale: il mercato valutario si muove di continuo, questo è una fotografia giornaliera.
- Capitalizzazione di mercato
- La capitalizzazione di mercato è il valore che la Borsa attribuisce a un'intera società: si calcola moltiplicando il prezzo dell'azione per il numero di azioni esistenti. Una società con 1 miliardo di azioni da 50 euro capitalizza 50 miliardi. È anche il criterio con cui molti indici pesano i titoli: più grande la società, più peso ha sull'indice.
- Cedola
- La cedola è l'interesse periodico che un'obbligazione paga a chi la possiede. Un titolo da 1.000 euro con cedola annua del 3% versa 30 euro l'anno fino alla scadenza. Il nome viene dai tagliandi cartacei che un tempo si staccavano dai titoli per riscuotere gli interessi.
- Consenso (degli analisti)
- Il consenso è la stima media, o mediana, che gli analisti pubblicano prima che un dato economico o il bilancio di una società vengano diffusi. Serve da metro di paragone: il numero uscito si confronta con questo per capire se è una sorpresa al rialzo o al ribasso. Non è una previsione garantita, ma la sintesi di tante stime indipendenti raccolte da agenzie specializzate.
- Curva dei rendimenti
- La curva dei rendimenti mette in fila i rendimenti dei titoli di Stato di uno stesso emittente alle diverse scadenze, dai pochi mesi ai trent'anni. Di norma è inclinata verso l'alto: prestare più a lungo rende di più. Quando si appiattisce o si inverte (il breve rende più del lungo), i mercati la leggono spesso come un indizio di rallentamento economico in arrivo.
- Dividendo
- Il dividendo è la parte di utili che una società decide di distribuire ai propri azionisti, di solito una volta l'anno. Non è obbligatorio: molte aziende in crescita preferiscono reinvestire tutto. Chi possiede l'azione riceve il dividendo in proporzione alle quote detenute; chi la vende prima dello stacco non ne ha diritto.
- ETF
- Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo che si scambia in Borsa come un'azione, ma che al suo interno replica un intero paniere: per esempio tutti i titoli di un indice. Permette di seguire l'andamento di un mercato con un solo strumento. Il suo prezzo si muove con il paniere che replica, meno i costi di gestione.
- Falco e colomba (hawkish / dovish)
- Nel linguaggio delle banche centrali un “falco” (hawkish) è orientato a tassi alti per combattere l'inflazione; una “colomba” (dovish) preferisce tassi bassi per sostenere crescita e occupazione. I mercati etichettano così toni e decisioni: un discorso “da falco” della BCE fa salire le aspettative sui tassi, uno “da colomba” le abbassa.
- Fed e FOMC
- La Federal Reserve (Fed) è la banca centrale degli Stati Uniti; il FOMC (Federal Open Market Committee) è l'organo che al suo interno decide i tassi d'interesse. Si riunisce circa otto volte l'anno e al termine pubblica un comunicato con la decisione, che quattro volte l'anno porta con sé nuove proiezioni economiche ed è seguito da una conferenza stampa. Le sue riunioni muovono i mercati di tutto il mondo, perché il dollaro è la valuta di riferimento globale. In Italia gli annunci arrivano di regola alle 20:00, a Borse europee già chiuse.
- Futures
- Un future è un contratto che fissa oggi il prezzo a cui scambiare qualcosa (una materia prima, un indice, una valuta) a una data futura. Nato per permettere a produttori e industrie di bloccare in anticipo un prezzo, è oggi anche lo strumento su cui si formano molte quotazioni di riferimento, a partire da quelle del petrolio.
- Indice di borsa
- Un indice di borsa è un numero che riassume l'andamento di un gruppo di azioni, il paniere. Il FTSE MIB segue le 40 maggiori società di Milano, lo S&P 500 circa 500 grandi aziende americane. Quando l'indice “sale dell'1%” il valore complessivo del paniere è cresciuto dell'1%, anche se al suo interno alcuni titoli possono essere scesi.
- Inflazione (e indice dei prezzi)
- L'inflazione è l'aumento generale dei prezzi nel tempo: con la stessa cifra, dopo un anno, si comprano un po' meno cose. Si misura confrontando un “paniere” di beni e servizi da un periodo all'altro, attraverso l'indice dei prezzi al consumo. Un'inflazione al 3% significa che, in media, i prezzi sono più alti del 3% rispetto a dodici mesi prima.
- Inflazione core
- L'inflazione core è la variazione dei prezzi al netto delle componenti più instabili, di norma energia e alimentari freschi. Serve a leggere la tendenza di fondo dei prezzi, senza gli sbalzi legati per esempio al prezzo del petrolio. Le banche centrali la seguono con attenzione perché è considerata un indicatore più stabile dell'inflazione headline, quella che include tutte le voci.
- Liquidità
- La liquidità è la facilità con cui un bene si scambia senza spostarne troppo il prezzo. Un grande titolo azionario è molto liquido: si scambia in un istante a un prezzo prevedibile. Un immobile è poco liquido: servono tempo e trattative. In senso più ampio, indica anche la quantità di denaro che circola sui mercati.
- NFP (Non-Farm Payrolls)
- I Non-Farm Payrolls sono il rapporto mensile sull'occupazione degli Stati Uniti, escluso il settore agricolo. Misurano quanti posti di lavoro ha creato l'economia americana nel mese e, accanto a quel numero, riportano il tasso di disoccupazione e la crescita dei salari orari medi. Li diffonde il Bureau of Labor Statistics, l'ufficio statistico del lavoro americano, di regola il primo venerdì del mese alle 14:30 italiane. È uno dei dati più attesi in assoluto: può muovere valute, Borse e obbligazioni in pochi minuti.
- PCE
- Il PCE (Personal Consumption Expenditures) è l'indice dei prezzi legato alla spesa per consumi delle famiglie americane, calcolato dal Bureau of Economic Analysis. È la misura di inflazione seguita dalla Federal Reserve per valutare la distanza dal proprio obiettivo, perché il paniere si aggiorna più spesso di quello dell'indice dei prezzi al consumo e segue meglio i cambiamenti nelle abitudini di spesa. Esiste anche una versione core, al netto di energia e alimentari.
- PIL
- Il Prodotto Interno Lordo è il valore di tutti i beni e servizi prodotti in un Paese in un dato periodo. È la misura più usata delle dimensioni di un'economia, e la sua variazione dice se sta crescendo o rallentando. Due trimestri consecutivi di PIL in calo sono la definizione più diffusa di recessione tecnica.
- PMI
- Il PMI (Purchasing Managers' Index) è un indicatore mensile costruito da sondaggi tra i responsabili degli approvvigionamenti delle aziende, che indica se l'attività di un settore si sta espandendo o contraendo. La soglia di riferimento è 50: sopra indica espansione, sotto contrazione. Esistono versioni per il manifatturiero e per i servizi, e per le principali aree economiche, spesso pubblicate in anteprima (flash) prima del dato definitivo.
- Punto base
- Un punto base è un centesimo di punto percentuale: 0,01%. Si usa per parlare con precisione di tassi e rendimenti, dove differenze piccole contano molto. Se la BCE alza i tassi di 25 punti base, li aumenta dello 0,25%; uno spread che passa da 120 a 150 punti base è cresciuto di 30 centesimi di punto, cioè dello 0,30%.
- QE e QT
- Il Quantitative Easing (QE) è il programma con cui una banca centrale porta titoli nel proprio bilancio, per immettere denaro nell'economia e spingere in basso i tassi a lungo termine, quando abbassare i tassi ufficiali non basta più. Il Quantitative Tightening (QT) è il movimento opposto: la banca centrale riduce quei titoli e drena liquidità. Sono strumenti “non convenzionali”, usati oltre la normale leva dei tassi.
- Recessione
- La recessione è una fase di contrazione dell'economia: l'attività si riduce, spesso con calo di produzione, consumi e occupazione. La definizione più citata è tecnica (due trimestri consecutivi di PIL in calo), ma gli economisti guardano a un quadro più ampio di indicatori. È il contrario dell'espansione, la fase in cui l'economia cresce.
- Rendimento (di un'obbligazione)
- Il rendimento è quanto rende davvero un'obbligazione a chi la detiene, tenendo conto del prezzo pagato, delle cedole e del rimborso a scadenza. È diverso dalla sola cedola: se un titolo con cedola al 3% si scambia sotto la pari, per esempio a 950 euro invece di 1.000, il rendimento effettivo è superiore al 3%. Prezzo e rendimento si muovono in direzioni opposte.
- Spread (BTP-Bund)
- Lo spread è la differenza tra il rendimento del BTP italiano decennale e quello del Bund tedesco di pari durata, misurata in punti base. Uno spread di 150 punti indica che l'Italia paga l'1,5% in più della Germania per farsi prestare denaro. Quando sale, i mercati percepiscono più rischio sul debito italiano; quando scende, meno.
- Tasso d'interesse di riferimento
- È il tasso ufficiale fissato da una banca centrale, il prezzo di base a cui le banche si finanziano. Da lì il costo del denaro si propaga a mutui, prestiti e obbligazioni. Alzarlo raffredda l'economia e frena l'inflazione; abbassarlo la stimola. È la leva principale con cui BCE e Fed orientano il credito.
- Volatilità
- La volatilità misura quanto ampiamente e rapidamente oscilla il prezzo di un bene. Alta volatilità significa movimenti bruschi in entrambe le direzioni; bassa volatilità, prezzi più tranquilli. Non indica la direzione, solo l'intensità dell'ondeggiare: è spesso usata come misura del nervosismo, o del rischio percepito, di un mercato.